top of page

ZERO
GRAMMI

UN
TEATRO
DEL
CORPO

20252027

CORPO
MEMORIA

Il lavoro di Zerogrammi nel triennio 2025–2027 attraversa alcuni temi che negli ultimi anni sono diventati centrali nella nostra ricerca: memoria, archivio, corpo.

Ci interessa osservare come il passato continui ad agire nel presente. Gli archivi — documenti, immagini, testimonianze — non sono per noi materiali da conservare, ma storie da riattivare. Quando entrano in relazione con la pratica coreografica smettono di essere semplici tracce e diventano materia di lavoro, pronti a generare nuove forme di esperienza.

La danza è uno dei modi attraverso cui questa materia può essere attraversata. Il corpo non è solo uno strumento espressivo: è uno spazio in cui il tempo si deposita, dove esperienze individuali e storie collettive continuano a lasciare segni. Ogni gesto porta con sé delle tracce, frammenti di tempo che tornano a muoversi.

In questo senso ogni corpo è anche un corpo politico, perché porta con sé le stratificazioni del proprio tempo. L’atto artistico possiede una dimensione politica nel senso più originario del termine: riguarda il modo in cui i corpi abitano lo spazio comune, si espongono allo sguardo degli altri, costruiscono forme di relazione.

La scena diventa allora un luogo in cui queste relazioni possono essere osservate, messe in discussione, trasformate. Il corpo che danza non rappresenta soltanto qualcosa: agisce, prende posizione, apre uno spazio di possibilità.

Ma la danza non è mai un gesto isolato.
Per esistere ha bisogno di uno sguardo che la accolga.
È nello spazio che si crea tra chi danza e chi guarda che il gesto individuale diventa atto collettivo. In quel momento la danza smette di essere soltanto uno spettacolo e diventa un’esperienza condivisa.

Quando lo spettatore riconosce di far parte di questo spazio comune nasce senso di appartenenza. Il teatro torna ad essere, nel senso più semplice e originario, un luogo della polis: uno spazio in cui una comunità si riunisce per osservare se stessa.
La danza non produce solo immagini o emozioni. Produce relazioni.
E in queste relazioni si intravede, anche solo per un istante, la possibilità di una forma di democrazia del corpo.

Questo percorso di ricerca coincide con un passaggio importante per la compagnia: i venticinque anni dalla fondazione di Zerogrammi. Più che un anniversario da celebrare, lo consideriamo un momento utile per guardare al lavoro svolto e agli archivi — materiali e immateriali — che nel tempo si sono accumulati: spettacoli, pratiche, collaborazioni, relazioni.
Un patrimonio che continua a vivere nei corpiarchivio di chi ha attraversato questi anni di lavoro.
Le creazioni di questi ultimi anni si muovono proprio in questo spazio: tra memoria e presente, tra documento e gesto, tra archivio e corpo. Una ricerca che prova a interrogare il rapporto tra corpomemoria e gestodocumento, tra ciò che resta e ciò che continua a trasformarsi nel movimento.

Stefano Mazzotta

bottom of page